Senza Roberto non mi diverto

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Senza Roberto non mi diverto ripercorre un’avventura cominciata a Caldogno, nel campo dietro casa dove il campione si allena da solo in attesa di trovare una squadra. Nell’estate del 2000 Baggio è un calciatore senza un team, esaurita l’avventura all’Inter nessuno gli ha offerto un contratto. Il calciatore, a 33 anni, non si sente ancora a fine corsa e, soprattutto, ha un sogno: giocare i Mondiali che in capo a due anni si terranno in Corea del Sud e Giappone. La storia prosegue nei due anni successivi, quando diventa grande protagonista con la maglia del Brescia.

Nelle quattro puntate, viene raccontata la rincorsa verso un sogno, l’ultimo di una carriera già leggendaria, tra gol meravigliosi, avvenimenti tragici, infortuni e la voglia di provarci fino in fondo. Il percorso di Roberto Baggio, icona del calcio e dello sport italiano, è raccontato nei tratti che lo caratterizzano da sempre, tra alti e bassi, momenti di gioia e periodi bui.

Il racconto di Senza Roberto non mi diverto è arricchito dalle testimonianze dei giornalisti Alberto Bortolotti e Gian Paolo Laffranchi, firme storiche dello sport bolognese e bresciano, e di Filippo Galli e Alessandro Calori, compagni di Baggio nei suoi anni a Brescia.

Ascolta le puntate:

Senza Roberto non mi diverto - Parte 4: La rincorsa

Neanche un grave infortunio ferma Roberto Baggio nella rincorsa verso Corea-Giappone 2002 ma la storia non avrà un lieto fine.

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Senza Roberto non mi diverto - Parte 3: Effetto numero 10

L'inizio a Brescia di Roberto Baggio è complicato ma il Divin Codino non si perde d'animo; partita dopo partita cresce di condizione e inizia a pennellare calcio come solo lui sa fare. Il Mondiale 2002 non appare un'utopia.

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Senza Roberto non mi diverto - Parte 2: Una scommessa

Roberto Baggio continua ad allenarsi da solo in attesa di una chiamata. A campionato già iniziato si fa avanti il Brescia di Gino Corioni e di Carlo Mazzone: la trattativa a colpi di fax va in porto...

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Senza Roberto non mi diverto - Parte 1: Triste e solitario

Estate 2000. Roberto Baggio, il giocatore italiano più amato, si allena da solo nel campetto dietro casa sua. È senza squadra, nessuno sembra volerlo firmare e il sogno di partecipare al Mondiale 2002 sembra sempre più lontano.

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